Italia-Spagna: Giorno 13 –Tarifa e Cadice

Lasciamo Malaga soddisfatti al punto da poter quasi vantare un accenno di noia. Di sicuro abbiamo stanchezza nelle gambe e la consapevolezza che oggi sarà dura.

Sei ore di viaggio per visitare

  • Gibilterra
  • Tarifa
  • La spiaggia di playa de Bolonia
  • Cadice

Presupposti

Abbiamo passato una buona parte di ieri notte a pianificare il viaggio. Sono emersi molte complicazioni, non ultimo il tempo: il viaggio era troppo lungo e dovevamo togliere qualcosa. Abbiamo deciso di eliminare Gibilterra e di lasciare Tarifa, nonostante il possibile vento.

Non è una cosa da poco. Alcuni amici ci hanno messo in guardia che a Tarifa il traffico era molto complesso a causa dell’intenso vento che, nel caso di una moto, rende a volte impossibile la guida. Parliamo di raffiche sopra i 30 Km/h che si manifestano come forti spintoni laterali e che impediscono di procedere con serenità. Il GS è dotato di deflettori laterali e, a pieno carico, è simile più ad un bisonte che ad una mucca. Vediamo come è andata…

 

Addio Malaga

Lasciamo questa città con un bagaglio di emozioni personali. Laura chiude un capitolo importante della sua vita, fatto di ricordi e cambiamenti. In dieci anni la città è mutata impietosamente, lasciandole bene poco se non i ricordi del bottillon, della fortezza e della malagueta.

Io lascio questa città con la fortuna di chi ha scoperto la follia che nasconde e che viene fuori una volta all’anno: la ferìa. Ciò che ho visto, tra un monumento e l’altro, era qualcosa che non avevo visto in nessun’altra città che ho visitato. Un incrocio tra la follia generale ed il divertimento. Fatta da signore che ballano il flamenco, accanto a panchine su cui sono letteralmente crollati i ragazzi la notte precedente. Tutto è normale, tutto è movida, tutto è consentito.

 

Tarifa

Il GS parte e inizia a macinare chilometri in direzione Tarifa. Paghiamo 3 tratte autostradali per arrivare nella piccola Tarifa a visitare un’Alcazaba che francamente non ha nulla a che vedere con quella delle altre città ma l’Africa si vede, quasi nitidamente. Si scorge all’orizzonte il profilo del continente africano mentre un traghetto si accinge ad entrare in porto.

Completiamo la visita con un cartoccio di frittura di calamari, presa e cucinata espressa in una delle pescherie davanti al porto.

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La gustiamo seduti quasi a terra, nell’unico spiazzo all’ombra rimasto, come due vagabondi. Ma in fondo è proprio questo che siamo.

 

Perdersi tra colline e pale eoliche

Alla ripartenza da Tarifa troviamo un problema che avevamo incontrato verso Gibilterra. Una lunghissima fila di macchine (un bel po’ di chilometri) blocca tutta la corsia. La colpa è delle rotonde e del voler andare tutti in spiaggia. Ci mettiamo dietro ad uno scooter e, in modo poco consono, tagliamo la fila. Dobbiamo fare benzina, il serbatoio è quasi vuoto e quindi, dopo esserci fermati al primo distributore disponibile, abbiamo deciso di deviare verso la costa per visitare le zone come Barbate e d’intorni. Da quando abbiamo lasciato Barcellona la flora della Spagna è cambiata moltissimo. Alle aride steppe che sembravano non poter offrire nulla, si sono sostituite colline dai colori accesi che ci hanno riportato in mente la Svizzera. Vi sembrerà assurdo ma correre su stradine di questo tipo, dalle quali spuntano pale eoliche a decine, è stato davvero piacevole. Salendo da Tarifa andate verso Barbate e poi verso Cadice. Non potete sbagliare.

Puerto Santa Maria

Quando arriviamo alla pensione che ci ospita, la reception è spenta. Non c’è nessuno…fanno 33 gradi e noi siamo abbastanza stanchi. Porto Laura ad un baretto dietro l’angolo per scoprire prezzi bassissimi e con due CocaCola ghiacciate passa la paura. Poco dopo riusciamo ad entrare in albergo e a prendere possesso della stanza. Un’ora dopo eravamo di nuovo in strada in direzione Cadice.

La bella Cadice e…Pedro

Sinceramente non ci aspettavamo di vederla così bene e in così poco tempo. Cadice si presenta ricca di monumenti e di cultura ma dovrete scovarli camminando, aggirandovi nei vicoletti e visitando il lungo-mare. Ne vale la pena. Laura si è infilata in una pasticceria comprando di tutto. Domani colazione assicurata con dolci tipici.

Ad una certa però avevamo fame e così, tra una riflessione e l’altra su cosa e dove mangiare, ci imbuchiamo in questo posto di cui non farò il nome. Stare con Laura significa viaggiare, fondamentalmente, con un camionista con le tette. Questo, almeno, per quando si è a tavola. Essenzialmente abbiamo ordinato 10 piatti (quelli al tavolo accanto erano in 5 e hanno speso meno di noi) e mentre Laura elencava i piatti, vedevo che il cameriere (che chiameremo Pedro) cambiava lentamente espressione. Fino a quando guardandola le ha detto

Pedro: Mucha comidas (molti piatti)

Laura: Mucha hambre (molta fame)

Principianti, ci siamo detti…questi non hanno idea con chi hanno a che fare e ci siamo spazzolati di tutto. Non solo abbiamo perso il conto di quello che abbiamo mangiato ma ci siamo saziati come belve inferocite. Considerate che 3 CocaCola, 1 birra e 10 piatti ci sono venuti a costare in tutti 25 euro. Secondo me Pedro domani cambia lavoro. Vi lascio ad alcune foto!

 Mare?

Non abbiamo fatto un giorno di mare e forse, con tutta probabilità, domani faremo il primo – e unico – giorno in spiaggia. La cosa non ci è dispiaciuta benchè l’acqua sia bellissima. Ci piace andare in giro per monumenti. Vedremo…voi restate sintonizzati!

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