Italia-Spagna: Giorno 17-Cordova

Lasciamo Siviglia curiosi di vedere Cordova e ci affidiamo a strade secondarie per raggiungere la nostra destinazione: tutto fa brodo quando devi tirare la cinghia e risparmiare. Quando arriviamo la temperatura è alta….molto alta: 38 gradi.

È impossibile non innamorarsi di Cordova. Si presenta come Granada per molti versi: casette bianche e stradine strettissime, la prima cosa che visitiamo è Alcazar che offre dei giardini non paragonabili con quelli dell’Alhambra ma affascinanti.

L’arsura è altissima, i tronchi degli alberi sono bruciati ed emanano un forte odore di resina. Ci spostiamo nella sinagoga, piccola ma storicamente rilevante e ci perdiamo nei vicoli limitrofi. Sembra di essere a Capri o a Portofino. Alla fine abbiamo fame e sete, mangiamo la famosa torta di patate ed è effettivamente così buona che ne prendiamo 2 portate.

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Tutto cambia quando entriamo nella moschea. In tutta la mia vita ho provato il medesimo stupore solo davanti a Petra. Descriverla è difficile: un’enorme moschea nel tempo acquisita da cristiani che, invece che distruggere tutto per ergere una chiesa, hanno deciso di erigerla all’interno salvaguardando quanto esistente.

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Si resta ammaliati dall’architettura della moschea, cosi precisa e regolare, quando incontra lo sfarzo barocco della chiesa cristiana ed è impossibile non alzare lo sguardo per guardare gli affreschi delle navate e i due immensi organi che si fronteggiano sopra un coro di legno completamente ornato d’oro.

L’architettura islamica, con echi ellenistici, romani e bizantini, si fonde con quella cristiana in una delle sue migliori espressioni. All’interno, in un impressionante bosco di colonne, archi e cupole, ammiriamo splendide opere d’arte che testimoniano le orme del passo dei secoli.

Oggi la Moschea-Cattedrale di Cordova, mostra al mondo la grandezza della sua storia, che comincia da una basilica visigota, trabocca nello splendore califfale e culmina nell’arte del Gotico, del Rinascimento e del Barocco.

Non stante contemplando una preziosa reliquia del passato, nè vi trovate in un altro museo fra tanti. Entrate in un luogo sacro, aperto al mondo intero. Tutto il complesso monumentale dell’antica Moschea fu consacrato a Cattedrale di Santa Maria nell’anno 1146.

Con queste parole si apre il depliant illustrativo che è possibile prendere all’ingresso e che, secondo me, spiega perfettamente la bellezza, la meraviglia e l’importanza di questo monumento. Dal punto di vista culturale, quando al termine della crociata si prese possesso della Moschea, si sarebbe potuto distruggere tutto. La grandiosità dell’opera, a parer mio, risiede nell’integrazione, nella preservazione, nella capacità di fondere più culture all’interno di un unico ambiente. Senza sostituire ma aggiungendo. Sono concetti di cui il nostro tempo dovrebbe  far tesoro e che pare abbia dimenticato.

È possibile, se lo si volesse, acquistare a parte un biglietto per la torre al prezzo di 3,50 euro a persona circa. Si tratta di un punto panoramico, questa volta niente campane a stordire i turisti benchè si tratti di un campanile. La vista è discreta e regala un ottimo punto di osservazione tanto sul giardino, quanto sul complesso sacro, che permette di comprendere meglio come è stata realizzata interamente la struttura.

La nostra visita a Cordova finisce qui, dispersi tra i vialetti. Domani si risale verso Valencia. La fine del nostro viaggio è vicina…con un po’ di tristezza nel cuore ma felici di quello che stiamo vedendo.

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