Decalogo del pessimo motociclista

Tra motociclisti spesso si fa a gara a chi è più fico. C’è quello che sta con il ginocchio a terra in città, quello che fa le pinne appena scatta il semaforo e quelli che inchiodano con l’anteriore per far alzare il posteriore e fermarsi al semaforo come equilibristi spericolati. Ci sono quelli che fanno sorpassi al limite del margine della strada e quelli che ti passano a destra tutto spiano zizzagando come matti. Nonostante tutto questo, negli ultimi dodici mesi, ho avuto modo di raccogliere delle cose che, personalmente, trovo assolutamente senza senso e rendono il motociclista un “pessimo motociclista”.Con molta autocritica vi consiglio di valutare se assumete questi comportamenti e, nel qual caso, vi consiglio di sforzarvi a correggerli. Leggete quali sono i peggiori…

 

 

  • IL PRIMO DELLA CLASSE. È colui che non si ferma davanti al semaforo ma sorpassa e si ferma sulle strisce pedonali per poi attendere che scatti il verde. Un comportamento assurdo considerando che, spesso, non riesce più a vedere le luci del semaforo e intralcia il tragitto dei pedoni. Fanno parte di questa categoria anche quelli che, a pieno rosso, cominciano a dare gas leggermente come per la serie “almeno quando scatta il verde sto già in movimento”. La cosa assurda è che, quando scatta effettivamente il verde, sono i primi ad essere superati.
  • I TORI. Sono quelli che bucano il rosso. Lo vedono, rallentano ma non si fermano. Poco importa se il semaforo è rosso e se esiste una regola: per loro niente è importante quanto aprire il gas. Non a caso, qualche volte, incontrano pedoni intenti ad attraversare che gli urlano “CORNUTO”.
  • IL TONNO. Il tonno è quello che, mentre tutti si apprestano a rallentare e mettersi in coda, esce dalla strada e cammina contromano e quindi, come un tonno, controcorrente. Mentre lui ritiene di essere un furbastro, non si rende conto che nelle macchine che gli passano accanto ci sono donne e bambine che rischiano di perdere la vita perchè lui possa allungarsi di 100 metri e raggiungere un semaforo che, tra l’altro, è rosso molto spesso. In molte città, Roma compresa, gli automobilisti stanno cominciando a “puntarli” in modo da spaventarli o, per dirla tutta, per rifarsi il cofano dell’auto. Badate che non sto scherzando.
  • IL SOPRAVVISSUTO. Lui è l’unico rimasto sulla terra. Cammina a 30-40 all’ora in mezzo alla carreggiata spostandosi senza motivo ma, soprattutto, ignorando l’utilità degli specchiatti laterali. Nel frattempo voi potreste morire nel tentativo di trovare la manovra ed il tempo giusto per superarlo. Lui è convinto che voi non esistiate e forse è così…forse nello specchietto laterale non c’è nulla. Forse voi siete dei vampiri e non lo sapete…chissà.
  • IL CENTRALINISTA. Non importa quanto pesi la sua moto. Non importa se piove, grandina o c’è il sole. Lui deve tirare fuori il suo iPhone o il suo Nexus e deve leggere il messaggio mentre sta scendendo da una strada piena di sanpietrini, turisti e traffico. Lui DEVE leggere, DEVE rispondere. 
  • LO SCHIZOFRENICO. Generalmente è un motociclista con un bicilindrico o monocilindrico. Si tratta di un esemplare raro (ma neanche troppo) che ha serissimi problemi (non ridete) a gestire il gas. Ad accelerazioni brusche si alternano altrettante frenate che fanno sembrare la moto in preda ai conati di vomito. Ovviamente stare dietro a questo tipo di motociclista significa rischiare la vita dopo 30 secondi. 
  • IL MASTURBATORE. Abbiate compassione, è un soggetto fortemente malato. Il semaforo è rosso, voi siete a folle e guardate il mondo intorno a voi nell’attesa del verde. Lui arriva e comincia a sgassare senza motivo, ignorando tra l’altro che alla moto non fa bene. Lui lo fa ed è tutto teso alla guida. Lo vedete pronto a scattare come se fosse a Vallelunga. Incrocia lo sguardo con voi mentre sulla vostra mente passa la frase “MACHECAZZOSTAIAFA” ma lui continua incessantemente a torturare quella manopola neanche fosse…. ok, ci siamo capiti.
  • IL MECCANICO. Lui è stupendo. Arriva al semaforo e attende qualche secondo, poi comincia ad agitarsi. Si guarda a destra, poi a sinistra, saltella sulle sospensioni nel tentativo di capire se scendono a pari. Gioca con i freni per essere sicuro che non gli esplodano al prossimo tratto di strada. In rarissimi casi scende e controlla lo pneumatico anteriore e/o posteriore neanche avesse quattro ruote e fosse automobilista. 
  • TOP GUN. Lui è pazzesco. Siete in città, piove e non si vede niente. Dietro di voi un faro allo Xeno proveniente da una moto sportiva che ha tutta l’intenzione di sorpassarvi a velocità supersonica ma, per qualche inspiegabile motivo, non lo fa. In compenso lui vi viaggia così tanto attaccato da ricordare alcune sequenze di Top Gun, neanche vi dovesse abbattere con un razzo. 
  • CAMBIO FRA 5 MINUTI. Presente nelle prime ore del giorno, quando il traffico scarseggia o più frequentemente la domenica mattina il “cambio fra 5 minuti” è colui che parte al semaforo, tira la frizione e prima di mettere la seconda fa buoni 45-50 metri a velocità non superiori ai 12/20 km/h. Mentre voi siete assaliti dal dubbio se innestare la seconda o superare il motociclista scendendo dalla vostra moto e spingendola, lui avrà deciso di far scattare la marcia numero due ricordandosi che forse, ad un incrocio, è meglio levarsi dalle scatole in tempi moderati ma non da bradipo.

 

Scherzi a parte ragazzi: sta arrivando la brutta stagione. Giornate più corte, luci comunali sempre spente (almeno in alcune zone di Roma), brutto tempo. Facciamo uno sforzo, comportiamoci meglio. Forse perderemo 5-10 minuti per raggiungere il nostro percorso ma, credetemi, eviteremo di ammazzare qualcuno o noi stessi.

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