Italia-Portogallo: continuare il viaggio o no?

Cari amici, avete letto bene…con Laura stiamo valutando se è come continuare questo viaggio.
Ci state facendo compagnia sul blog e su Facebook e noi, dal canto nostro, stiamo condividendo la nostra esperienza di viaggio. Però a dirla tutta ci sono delle cose di cui dovremmo parlarvi.

Il Portogallo: tra finzione e realtà

Chi ci ha descritto meglio il Portogallo è stato il nostro amico Marco che, in più di una battuta, ha raccontato di un paese essenzialmente "indietro" nonostante le finte apparenze. In parte anche la faccenda delle autostrade lo dimostra: tanta tecnologia che poi non funziona e che gli stessi portoghesi non sanno come far funzionare.

Questa caratteristica di "cose fatte a metà" è costante e vi accompagnerà sempre qui in Portogallo e ha dei risvolti tanto positivi quanto negativi. I positivi sono che vivrete una sensazione di lentezza totale che diviene quasi caratteristica del luogo.

I negativi sono che tutto ciò che apparirà abbandonato, molto spesso lo è veramente e questo abbandono significa "non curato" e le cose non curate finiscono per annoiare.

Non si può, ad esempio, lottare contro le strutture statali che intendono relazionarsi solo con altri portoghesi e con francesi ignorando gli altri paesi. Diventa incomprensibile all'interno dell'UE e a lungo andare l'unica risposta che ti viene da dare è:

Perfetto, rimani nella tua chiusura ma poi non lamentarti se hai cali di turismo.

Considerate che nel nostro viaggio abbiamo incontrato molti imprenditori capaci e in grado di parlare più lingue mentre all'ufficio postale, ad esempio, hanno provato a mandarmi via solo perché non parlavo portoghese!

Lo stesso Antonio (l'albergatore che ci ha ospitato a Nazarè) si lamentava della politica chiusa e statica del governo portoghese, ancora una volta Marco aveva ragione.

Antonio raccontava che il governo, pronto a lanciare iniziative come quella dell'EasyToll autostradale, era poi il primo a lasciarle incompiute.

Insomma tutta questa staticità si respira a pieni polmoni e si manifesta nelle piccole cose.

Ci sono delle città oggettivamente belle: Porto, Nazaré, Lisbona ma per osservarle attentamente dovete uscire fuori dal centro urbano e turistico. Sono moltissimi i quartieri in degrado, i monumenti che spesso vengono venduti come fortemente caratteristici finiscono inesorabilmente per somigliarsi tutti (un po' come le fortezze Andaluse).

Insomma la sensazione è che ti stiano "vendendo tutto il vendibile…anche di più" e questa finzione mi ha portato a paragonare il Portogallo alla Las Vegas europea, tante luci ma poi?!

Sono pochi i luoghi in cui ci siamo sentiti veramente in Portogallo e spesso è dipeso dalle persone.

Vi faccio un altro esempio: a Sintra siamo andati alla Quinta di Regaleira, questo parco meraviglioso con le foto del Pozzo dell'Iniziazione, sulla mappa che accompagna il biglietto di ingresso è disegnato un giardino così Laura esprime il desiderio di andarlo a vedere. Come noi anche altra gente (tra l'altro specializzata) cercava questo giardino. Non trovandolo Laura ha chiesto ad una guardia indicando un appezzamento con rosmarino e lavanda che dovevano ancora crescere. In sostanza si sono venduti il giardino prima del tempo, con profondo disappunto di Laura ma soprattutto degli esperti.

Ancora un altro esempio: sempre all'interno del parco c'è una villa molto bella. Attualmente il livello più alto è chiuso per lavori ma questo non ha portato alcuna riduzione del biglietto, cosa che onestamente ci sarebbe dovuta essere considerando l'impossibilità di visitare circa metà della struttura.

Altre cose, invece, ci stupiscono. Ci credereste che tutti qui (tranne un vagabondo) pagano il biglietto dei mezzi pubblici? Lo pagano anche al conducente del tram?

Che la gente è pulita per strada e noi turisti sembriamo (come sempre) barbari che sporcano e vociano?

Per farla breve abbiamo difficoltà ad inquadrare il Portogallo e, seguendo i consigli di Marco, stiamo smettendo di provarci. È inutile…

Però nel frattempo certe domande c'è le facciamo.

La moto

La Smart è fenomenale ma ci rendiamo conto entrambi che, seppur più faticosa, la moto ha una capacità immersiva maggiore. Anche Laura (che non è pilota ma zavorrina) si rende conto della differenza di mezzo e anche questo pesa su un viaggio che era stato pensato per le due ruote.

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