Italia-Portogallo: giorno 11 – Lisbona

Ci siamo alzati più tardi, siamo arrivati distrutti dagli oltre venti chilometri fatti ieri ma oggi, a parte spostare il bagaglio in sacche leggere per fare il cambio hotel, abbiamo vita tranquilla.
Decidiamo di spostarci da Belem al centro di Lisbona a piedi. Io sono un po' stanco, voglio mangiare uno dei loro dolcetti ma prima decidiamo di fare una sosta alla Torre di Belem, tanto bella da fuori quanto inutile da visitare dentro.

Una nube di turisti assale la piazza antistante mentre un suonatore di violino, piuttosto scarso, sta stuprando lo strumento nel tentativo di imitare i Beatles. Facciamo colazione davanti alla torre, su una terrazza in compagnia di piccoli ospiti.

È il momento di alcune riflessioni sul viaggio di cui leggerete più avanti.

Il lungomare è bellissimo fresco e ventilato, nonostante gli zaini e le borse lo facciamo senza problemi fino ad arrivare al monumento che potremmo definire principale per la parte nautica.

Durante la camminata abbiamo avuto modo di vedere anche un sommergibile, la cosa in realtà non è tanto di interesse storico ma è piuttosto raro per chi vive a Roma o in città nelle quali non ve ne sono ormeggiati.

Proseguiamo la passeggiata fino a tornare nei pressi del museo della marina, un imponente palazzo vicino al Monastero.

Qui Laura mi lascia per ripetere una foto. Lisbona nasconde alcuni murales da scoprire e uno di questi è proprio a Belem.

Sono autentiche opere tridimensionali che sorprendono il camminatore attento. I giardini nascondono animali in libertà.

Non abbiamo fretta per raggiungere l'albergo e nessuno dei due vuole tirare la corda più del necessario.

Ieri è stata pesante per entrambi e sono usciti discorsi difficili per tutti e due. Vedete Laura si è rivelata una viaggiatrice fenomenale, senza alcuna esperienza ha mostrato forza tenacia ed organizzazione e questo mi ha fatto riflettere molto. Quando viaggi come viaggiamo noi ti fai molte domande, su te e sull'altro…

L'idea è quella di prendere l'elettrico, il famoso tram che avete visto nei post precedenti su Porto. Però di giorno l'elettrico sembra esser sostituito dal canonico tram, forse perché più in grado di accogliere maggior viaggiatori.

Lunedì molti monumenti sono chiusi mentre in generale negli altri giorni si rispetta orario di ufficio. Non tutti i monumenti sono perennemente aperti.

Decidiamo di non visitare il monastero, in questo viaggio ne abbiamo visti tanti ed io personalmente considero quello dei cappuccini il più "vero". I principi di "povertà" rigorosamente rispettati a livelli rigorosi.

A Lisbona la temperatura alle 13:30 è di 26º ma dopo 3 chilometri fatti prevalentemente sul lungomare siamo stremati e approdiamo in un lounge bar nella zona commerciale del porto. Tavolini bianchi e personale cortese era quello che ci serviva insieme, ovviamente, a 2 CocaCola ghiacciate con limone. Se vi chiedeste come mai abbiamo fatto questa scarpinata i motivi sono 2:

  1. A Lisbona di lunedì sono chiuse anche le biglietterie
  2. Benché il biglietto per l'elettrico si possa fare anche sul mezzo, l'idea di vedere alcune cose.

Laura è stanca dalla scarpinata, il nostro viaggio sta lentamente volgendo al termine. Abbiamo bisogno di lavare i vestiti e, secondo me, di calmarci anche un po'. Questo è un paese particolare, se mi guardò indietro rivedo la poesia malinconica di Porto, il sorriso di Lisa e dello Chef di Tapabento. Lo sguardo allegro di Antonio a Nazarè e molti bei luoghi.

Giusto il tempo di una CocaCola e i pensieri svaniscono…dobbiamo andare avanti.

Vicino a Rua Chiado incontriamo un piccolo negozio di quadri gestito da due ragazzi. Solo uno è in negozio e ci spiega la sua passione per l'arte, mi domanda come mai la carta di Fabriano costi così tanto e nello spiegargli il tutto mi racconta la sua passione per quella carta.

I suoi dipinti sono fatti a mano, ci racconta come sceglie i soggetti, la tecnica ma soprattutto i colori perché, dice, Lisbona ha dei colori bellissimi. Valutiamo di prenderne uno per casa, sarebbe un bellissimo ricordo.

Raggiungiamo l'ostello 1 km più avanti, salendo scale e rampe e ci troviamo in un luogo non propriamente pulito. Non è un hotel ma un ostello. Già è tanto avere il bagno in camera…bagno nel quale, sospettiamo, il concierge ha appena fatto una doccia (è sceso dalla camera con un asciugamano e la doccia era fradicia).

Non ci perdiamo d'animo e ci mettiamo a fare la biancheria con sapone ed olio di gomito. Un po' perché ne abbiamo bisogno, un po' perché ci rinfreschiamo usando a turno la doccia. Il clima più fresco ci farà godere meglio questa città.

Non potete non assaggiare le crocchette di baccalà con il formaggio fuso proveniente dalla Serra Estrela. Prendetele alla Casa Portuguesa do Pastel de Bacalhau.

In serata, dopo esser passati al punto informazioni, decidiamo di fare un biglietto per la metro. Grande civiltà: il titolo di viaggio costa 0,50 e può essere ricaricato quante volte volete. Abbiamo pagato con il bancomat senza problemi (circuito Maestro).

Il biglietto pubblico giornaliero vale 24 ore solari dal momento della prima attivazione e da accesso a bus, tram ed elevatori che vi porteranno nella parte alta della città. Comprare il biglietto direttamente sul tram non conviene perché è più costoso.

L'esperienza metro è stata ottima. Pulita, silenziosa, ma soprattutto con le biglietterie funzionanti!

Finalmente abbiamo preso…l'elettrico!

Dopo una cena in riva al fiume, da Atira-te al Rio a base di pesce, siamo tornati nel nostro albergo e domani si ricomincia…

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