Pioggia: quando la moto diventa instabile

Ormai fa buio presto e spesso piove.  Sono tornato a casa e a Roma, questa sera, c’era un tasso di umidità veramente consistente. La visiera si appannava dopo pochi istanti e l’asfalto era così traslucido che appoggiando un piede a terra la scarpa da ginnastica pattinava che era una bellezza. Ho ridotto la velocità e anche l’angolo di piega. Io sono uno molto tranquillo alla guida però mi sono chiesto “la moto potrebbe davvero piegare di più, allora come mai la sento così instabile?”

Le gomme, Anakee III, non possono essere un problema in queste condizioni.  Sono sicuramente io il limite della moto che, probabilmente potrebbe dare di più eppure spingendola un po’ di più ho proprio avuto la sensazione che potesse andarsene.  Possibile? Arrivo ad un semaforo rosso ed un altro motociclista si affianca guardandomi e tirandosi su la visiera.

 

Guidare così è un casino.

 

Annuisco, rispondendo che ho difficoltà a sentire la moto “affidabile”. Mi risponde che anche lui ha difficoltà e la cosa mi rincuora. La verità è che in città molte cose fanno perdere aderenza. L’asfalto spesso è in pessime condizioni o di qualità deprecabile, i tombini in metallo fanno slittare le gomme come sul ghiaccio e lo stesso dicasi per strisce pedonali, dipinte strati su strati producendo una forte riduzione dell’attrito. Chi abita in città con i sanpietrini sa quanto sia difficile mantenere velocità e traiettorie “andanti”, per non parlare di buche e crepe che, almeno a Roma, sono molto frequenti, Alla fine la soluzione è una sola andare piano e rinunciare ad avere quell’affidabilità che invece s’incontra durante le giornate serene.

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