Malinconia portami via

Dovrei dormire, è tardi, eppure non riesco a smettere di sentire questa sensazione di malinconia che mi riporta alla scorsa estate. Eravamo a Porto e per la seconda sera di fila cenavamo in un posto magico: Tapabento.

Ne ho parlato in questo articolo ed è strani ore che questa sera sarei voluto uscire da lì e passeggiare con Laura per le strade di Porto. Avrei voluto commentare la zuppa di pesce dello Chef e la cura che Lisa ha per quel posto magico.

Vi capita mai di desiderare fortissimo di saltare in sella e correre…correre oltre il freddo, oltre la pioggia, oltre le colline e le montagne e lasciarvi tutto dietro, lontano. Una sera calma, tranquilla, a fissare il fiume che attraversa la città: il Duero. Sì, eccola quella sensazione di cui avevo letto su siti e blog. Porto è una città lenta, silenziosa, ti entra dentro con quell’aria strana di esser sopravvissuta a tutto e di essere ancora lì.

Ogni tanto scrivo a Lisa, le chiedo come vanno le cose, come sta lo chef ma la verità è che vorrei rientrare in quel locale ed abbracciarlo entrambi. Viaggiare significa conoscere persone ed è difficile staccarsi o accettare la distanza di persone che hanno reso speciale un tuo momento importante.

Mi piacerebbe tenere Laura sottobraccio mentre torniamo in camera fantasticando sulla gita del giorno dopo: la Serra Estrela ma questa volta ci torniamo in moto e rifacciamo le strade sterrate che passano per percorsi isolati in cui sono presenti solo aquile e vecchi coyote. Per un istante, quando sei su un cima, ti senti sul tetto del mondo. Niente può raggiungerti, niente può toccarti, niente può farti male. Sei tu, il rumore del vento, la persona che ami e la moto. Se potessi dipingere l’eternità la farei così: un’alternanza tra qualcosa di etereo e la concretezza degli amici e dei momenti speciali.

Gli esseri umani non sono poi così male, devi solo trovare quelli giusti e puntualmente lì trovi in posti assurdi o impensabili. Abbiamo trovato Zoran in un cantiere svizzero, una giovane coppia di albergatori a Granada, Lisa e lo Chef in Portogallo. E poi ci sono gli odori, i suoi delle lingue straniere e quella sensazione che in fondo, anche se in Europa ed in una grande città, sei sempre all’avventura.

Laura è accanto a me, dorme. Sento il suo respiro come decine di volte in ciascuno di questi paesi. È meglio che vada a letto…buonanotte a tutti, buonanotte Tapabento, buonanotte Lisa, buonanotte Chef.

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