ITA-GER: giorno 05-Tra Heidelberg e Colonia

Lasciamo la pensione Hirsch di buon mattino ma senza fretta per avventurarci verso Heidelberg, lì le previsioni minacciano pioggia ma noi non possiamo evitare la meta.

Heidelberg è una cittadina graziosa, visitabile a piedi senza fretta e piena di piccoli e grandi monumenti. Fate la foto infilando la testa nella statua del macaco vicino al po te di Heidelberg e salite con calma al castello (non prendete la funicolare, non serve).

Il castello lo abbiamo visitato da fuori e benché appaia molto interessante e purtroppo in buona parte sventrato dai bombardamenti, molte guide non suggeriscono la visita interna per la pochezza dei contenuti. Non saprei ma da fuori ha certamente il suo fascino. Laura si è persa nella fotografia di panorami della città dalle varie angolazioni.

Torniamo in città per mangiare e ripartire in direzione di Colonia, la bellezza architettonica di alcuni palazzi e indiscutibile. Mangiamo alla Vetter Brauhaus che sembra molto più tipica degli altri locali. Ci sono una marea di locali italiani qui ad Heidelberg, che peccato. Venire in Germania ed entrare nella “Casa del Gelato Italiano” fa sorridere, comprendo il business ma non i turisti che vi si siedono. Come birra provate la Atlas (?) che altro non è che birra allungata con limonata (o sprite). È leggera, si smaltisce facilmente ed è assolutamente dissetante.

Parliamo di civiltà: sulla salita per il castello il proprietario di una casa ha messo una scatola con scritto “Help yourself” e dentro cappelli per proteggersi dal sole. Tutto gratuito e donato. Oggetti smarriti (tra cui due anelli dorati) sono stati messi sul davanzale di un’altra finestra. Massimo rispetto per gli altri e massima pulizia: c’è onesta ed educazione e l’unica nota stonata sono i turisti (come quella accanto a me che ha appena buttato una cicca per terra pur avendo il portacenere davanti a sè).

Sulla strada…

Sulla strada per Colonia ci fermiamo ad un autogrill per rifornimento e benzina. Entra una ragazza, una specie di amazzone a dire il vero, dai lineamenti durissimi. In realtà ha un sorriso gentile ma il volto stanco, guida un GS enorme e viaggia in solitaria. Riconoscerei quello sguardo ovunque e su qualsiasi viso; viaggia da sola e conosce la strada. Si capisce da tante cose, da come è vestita, da come si muove (quella calma che hai quando viaggi da solo e sai che ogni momento non torna indietro). Gli occhi fissi sull’insalata, la Coca Cola gelata davanti. Quando tira su lo sguardo trova il mio e ci scambiamo un’occhiata sapendo perfettamente di essere entrambi belli sfatti, accenna al sorriso di cui sopra quasi a voler dire (anche tu eh?), annuisco leggermente e poco dopo proseguiamo. Chissà dove sarà diretta, dove sarà ora mentre io sono in questa stanza…chissà.

Il ponte di Geierlay

La nostra meta è il ponte sospeso di Geierlay: aperto nel 2015. Ha una portata di 360 metri e si trova a 100 metri dal suolo. Trovarlo non è molto difficile, basta lasciare la moto nella cittadina e fare un sentiero a piedi chiedendo le indicazioni nel centro informazioni (a 30 m. dalla strada che porta tra i campi e al ponte). La cosa sorprendente è che per arrivare al ponte bisogna attraversare un campo eolico e questo è molto affascinante.

Colonia…no grazie ma Bonn sì…

Ci rimettiamo in moto senza aver prenotato l’albergo e veniamo colti dalla bomba d’acqua. Decidiamo quindi di proseguire sfidando nuovamente il tempo perché mi rendo conto che posso inseguire il bagliore nel cielo: dopo 20 minuti siamo zuppi ma fuori dal maltempo. Arriviamo a Bonn perché siamo troppo stanchi e mentre siamo in viaggio Laura prenota un un IBIS da 16 metri quadri che, con la roba bagnata addosso (tipo le scarpe) assume l’odore di un cane fradicio…e vabbè, inconvenienti del mestiere.

Mangiamo in un hamburgheria dove troviamo un ragazzo probabilmente africano, scuro di pelle ma di origine napoletana, trasferitosi in Germania per lavoro. Scambiamo due chiacchiere e mangiamo un’ottimo hamburger prima di tornare in hotel. Obiettivamente il moto sta diventando un problema ma lo sapevamo, per quanto possibile eviteremo di metterci in marcia con il mal tempo. Ciò che è sicuro è che psicologicamente stiamo bene.

Domani raggiungeremo Colonia, oggi abbiamo macinato oltre 400 km, me ne vado a letto ma una cosa ve la posso dire. L’ordine che c’è qui, la pulizia ed il rispetto…le vorrei a casa mia.

Condividilo su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

2 commenti su “ITA-GER: giorno 05-Tra Heidelberg e Colonia”