La moto è rotta

Scrivo questo articolo dopo 24 ore dall’accaduto e devo confessare che non credo di star bene…

Antefatto

Qualche giorno fa ho portato la moto da SantiMoto: volevo fare un controllo pre-viaggio, come sapete che sono solito fare e come fanno molti di voi. Non c’era niente di particolarmente difficile ma Santi ha notato che qualcosa non andava nel circuito di raffreddamento quasi subito. Ve la faccio breve: delle bolle che non ci sarebbero dovute essere e che suggerivano aria in entrata dalla testa del motore. Il problema sembrava poi rientrato ma Santi mi aveva chiamato e me lo aveva detto.

A me non mi convince…non mi convince per niente.

Ha fatto i controlli, ripetuti e molto approfonditi e ve lo dico perché ci si è dedicato sulla moto. Quando sono andato a ritirarla lui mi ha guardato con uno sguardo che conosco bene.

Ora, è facile descrivere quello sguardo. Forse lui nemmeno se ne rende conto di avere quello sguardo. Diciamo che stringe gli occhi, e ti guarda di sbieco come a dire “magari non succede…ma se succede…” ed il problema di quello sguardo (maledetto) è che viene da una persona che ha esperienza.

Il fatto

Parto, devo andare a Viterbo. Durante i primi minuti sono letteralmente martellato dalla sensazione che dovrei farmi sorgere dei dubbi: “perché Alessio ha dubbi e io no? Controllare non costa nulla“.

Fa molto caldo, decido di impostare il computer di bordo sulla temperatura del liquido refrigerante e noto che qualsiasi cosa accada, la temperatura non fa altro che aumentare. 60…70…75…80…85…90… e non scende mai…mai…100…attaccano le ventole ma continua a non scendere.

Sono sulla Cassia all’altezza della prima uscita (Giustiniana)a 125° penso che voglio fermare la moto ma non faccio nemmeno in tempo a farlo che uno spruzzo di liquido verde invade casco, guanti, giacca, pantaloni. Puzza di pipì, è oleoso ed è caldo ma per fortuna ho le protezioni.

Quattro frecce, scarto verso l’uscita, spengo il motore e faccio la rampa di uscita a folle. Mi fermo sotto il cavalcavia e avverto Alessio dell’accaduto.

E ora…

Ora dovrò prendere alcune decisioni e non so spiegarvi perché io stia scrivendo questo post.

Sono dispiaciuto? No.

Mi sono spaventato? No.

Sono amareggiato? No.

Io non provo più nulla, solo ogni tanto mi ritorna in mente una frase di Alessio…”quella moto è un dito ar c*lo“…e si…si certo. La sera ho ricevuto visite e Alessio mi ha chiamato ma la verità è che io non sento più nulla.

So che dovrei prenderla a male ma ultimamente sto affrontando le mie cose con un’atarassia che farebbe invidia a qualsiasi stoico. E pensare che stavo per parlarvi delle vacanze estive…

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