Campo Imperatore: la gita da sogno

Questo fine settimana ho deciso di raggiungere Campo Imperatore (AQ), un luogo magico e dalle strade miste: vi racconto la mia esperienza.

Campo Imperatore per me ha sempre avuto un significato particolare. Dalla prima moto che acquistai desideravo andarci ma poi, per circostanze varie e misteriose, non mi ci sono mai recato. Questo fine settimana, complici gli impegni di Laura e il meteo che ha dato tregua alla pioggia, ho deciso di partire e, se fosse stato possibile, di fermarmi una notte.

Mappa dell’itinerario

Eccolo l’itinerario che ho previsto:

  1. Rifugio Fonte Vetica, luogo dove ho valutato di passare la notte.
  2. Ristoro Mucciante, luogo celebre per gli arrosticini.
  3. Osservatorio Astronomico (circa 30 minuti da Fonte Vetica).

 

Un luogo nel nulla…senza tempo

Campo Imperatore  si presenta al motociclista con una moltitudine di stili di guida: curve morbide lasciano spazio a tornanti che si alternano ad eterni rettilinei sperduti in lande apparentemente brulle e circondate da montagne. Sì, siamo in un luogo magico scelto, non a caso, per girare film western tra cui “Lo Chiamavano Trinità”.

Accosto al margine della strada e spengo il motore, sento solo il sibilo del vento ma non ci sono alberi, niente apparentemente si muove. Per un istante mi convinco di essere l’ultimo uomo rimasto sulla terra, è un’istante molto lungo. Lo sguardo scorre su quell’orizzonte brullo circondato da vette rocciose. Solo ora mi rendo conto di quanto io sia legato a tutto questo: al perchè preferisca le “solitarie” alle “gite di gruppo”, quelle chiassose e rumorose gite tra amici.

Qualche dato

Siamo a 2.100 m. di altezza, i telefoni sono un optional. Qui i gestori dei rifugi si raggiungono solo con i cellulari e d’inverno è dura davvero: l’intera ambientazione sembra uscita da un film di Carpenter. La bellezza degli impianti sciistici lascia spazio a luoghi quasi mistici, guardate gli scatti qui di seguito che sono stati realizzati dal fotografo Gianfranco Cocciolone e pubblicati sul portale Paesaggi d’Abruzzo, la community web di fotografi che raccontano l’Abruzzo.

 

Decido di rimontare in sella e ripartire. L’ora di pranzo si avvicina ed io ho una voglia matta di assaggiare i famosi arrosticini del Mucciante. Per me il Mucciante è una presenza mistica di cui ho solo sentito parlar bene.

 

Fonte Vetica e Ristoro Mucciante

Gia pochi minuti dopo aver lasciato l’autostrada mi sono reso conto che stavo salendo verso una località particolare. Il traffico, gradualmente scomparso, lasciava il posto a strada dall’asfalto praticamente perfetto ed il GS, opportunamente zavorrato, mi cullava tra salite e discese morbide anche se, a dire la verità, due tornanti a gomito non sono stati opportunamente segnalati. Data l’ora ho voluto andare direttamente al Ristoro Mucciante e mi sono trovato davanti la comunità di motociclisti e camperesti che contraddistinguono questo luogo.

 

 

La temperatura, decisamente fresca (10°C) mi avrebbe spinto volentieri a farmi gli arrosticini ma non avevo tutto il tempo che sarebbe servito e così mi sono recato all’interno e dopo aver acquistato un po’ di affettato con del pane casereccio e del formaggio, ho scelto la panchina più remota, isolata e panoramica che ci fosse. Non male no?

Ecco cosa si vedeva dalla mia postazione

 

Ho mangiato quella meraviglia per poi rimontare in sella. L’idea di andare a Rigopiano non mi piaceva e le nuvole che apparecchiavano le montagne sembravano voler scendere. L’idea quindi era quella di dirigermi direttamente all’osservatorio astronomico.

 

L’osservatorio

Ripercorrendo per circa 5 km la strada all’inverso mi è capitato di notare meglio il paesaggio brullo e meraviglioso di questa terra. Un paesaggio duro, lontano da ogni forma di graziosità. È essenziale e in tale forma è semplicemente perfetto.

Così si presenta il greto di un fiume ormai deserto e ridotto ad un cumulo di ghiaia. Decido di avventurarmi con la moto e scendo giù trovandomi davanti ad uno spettacolo a dir poco desolante ma imponente. Quando arrivo all’incrocio a cui dovrei svolta preferisco chiedere indicazioni ad un commerciante del posto. Vende formaggio e mi osserva con uno sguardo che avrebbe messo in soggezione persino Lee Van Cleef in persona.

Non parla ma mi indica con la testa la direzione giusta e la moto comincia a macinare asfalto chiusa in una gola. Le nuvole ora mi sembrano più basse, forse la tovaglia sta lentamente scivolando e la temperatura si sta abbassando leggermente perchè ho cominciato a salire.  Negli ultimi dieci minuti non ho più visto nessuno ad eccezione di due ciclisti che si erano persi e avevano avuto la geniale idea di andare in mezzo alla vallata nel tentativo di tagliare per i campi. In lontananza scorgo un riflesso e realizzo che è la cupola dell’osservatorio. È nell’estremità più alta e sulle montagne la neve è rimasta attaccata agguerrita come poche cose al mondo. La giacca è leggera ma sento che posso salire senza problemi e quindi apro il gas quanto basta per evitare di dover scendere di marcia. Quando arrivo all’osservatorio un folto gruppo di turisti si aggira per lo spiazzo. C’è chi va vedere la struttura, chi entra nel bar per un caffè e chi si da al trekking sfrenato. Ad una delle estremità dello spiazzo campeggia il vecchio “Hotel Campo Imperatore”, chiuso per restauro. Il tempo alla fine ha spezzato anche lui.

Le due antenne che lo sorvegliano favoriscono la comunicazione con il cellulare ma a me importa poco se non per una videochiamata con Laura e farle vedere la meraviglia di un luogo in cui, secondo me, le persone rimangono affascinate per due motivi. Qui non c’è solo la natura, qui c’è la solitudine: di quelle che spaventa. Potreste camminare per chilometri e chilometri senza incontrare nessuno, affrontando un clima impervio e una natura che non si curerà di voi. Tutto questo si traduce semplicemente nel fatto che l’uomo a Campo Imperatore è un ospite della natura ed è meraviglioso il lavoro svolto dal Comune, dalla Regione dagli imprenditori del posto per preservare il tutto.

Vi lascio alle foto e vi raccomando assolutamente di andare a visitarlo.

 

 

Foto

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