ITA-GER: giorno 08-Amburgo

Oggi è il 9 agosto ed è il compleanno di Laura. Ci svegliamo più riposati e decidiamo di dedicare l’intera giornata ad Amburgo e anche la mattina di dopodomani. Bene, diamoci da fare!

Prendiamo la metro (6,50 a biglietto giornaliero) ed arriviamo in prossimità della stazione. La chiesa di St. Jacoby (così dice Google) è la prima tappa: nella sua semplicità risulta particolarmente bella grazie all’organo e alla struggente statua raffigurante un ebreo durante la seconda guerra mondiale.

Non c’è chiesa in cui l’organo non suoni, non c’è chissà che non valorizzi questo strumento e questa cultura. Fermatevi qualche momento perché a volte è molto suggestivo.

La visita del Rathaus la facciamo solo all’esterno ma comunque merita come potete notare da soli.

Proseguiamo la gita in città con una lunga passeggiata che ci porta a visitare diversi monumenti. L’architettura di Amburgo non segue uno schema “ordinato” classico e moderno si fondo assieme senza tregua.

Il monumento alle vittime della guerra lascia senza parole
“L’Angelo della Morte”
Prendi la mia mano e lascia che io ti riporti a te stesso. Edith Breckwoldt-Bronzo 2003

La torre di St. Nikolai offre uno scorcio meraviglioso della città e in cima si arriva comodamente con un ascensore e anche se la visita non arriva proprio sulla punta della torre, il panorama è molto gradevole (5,00euro a persona).

Capire la guerra significa alternare la foto qui sopra a quella qui sotto.

Il museo e la guerra

Al terzo giorno di bombardamento quei poveri diavoli uscivano dalle macerie e rimanevano lì anche per un giorno intero. Non piangevano, rimanevano semplicemente in mezzo alle macerie. Amburgo era una città fantasma.

Video documentario

Io ho problemi con la Seconda Guerra Mondiale e l’Olocausto. Ho problemi perché come umanità abbiamo fallito a livello planetario, ed io sono umano.

Gli incendi di Amburgo e post bombardamento hanno sciolto molti oggetti

Bome che aprivano gli edifici erano seguite da bombe che incendiavano gli interni. E questo per giorni.

Poi vi imbattete rete nelle copie dei diari nazisti, nei quali tentano di calmare la popolazione facendo dichiarazioni assurde e, accanto a quelle pagine, un video in cui un signore anziano accarezza le mani della moglie ormai morta dopo i bombardamenti. Nulla ha un senso.

Lungo il porto

La camminata lungo il porto ci fa vedere la Cap San Diego, un cargo novecentesco oggi adibito a museo. A dire la verità non molto interessante.

Poco più avanti, invece, il veliero Rickmer Rickmers attira la nostra attenzione. Sta iniziando a piovere e abbiamo esaurito il percorso turistico suggerito dalla nostra guida cartacea.

Ci siamo imbattuti anche nei molti interni, tra i quali abbiamo potuto osservare i mattonati originali dei palazzi.

La chiesa di S. Michele

Ma è questa chiesa particolarmente luminosa e in stile liberty a meravigliarmi. Curve che si aprono a fregi dorati e finestre luminose nonostante il maltempo.

Giudicate voi la bellezza di questo luogo mentre noi proseguiamo nella parte posteriore per andare a vedere ciò che rimane degli ospizi per anziani indigenti. Due piccoli edifici dall’aspetto sobrio. Oggi è un micro-borgo di negozi e ristoranti.

La pioggia rende la passeggiata più difficile ma siamo anche vicino alla casa-museo di Brahms e decidiamo di passarci davanti e studiare un po’ il cortile della parte posteriore. Riprendiamo la metro e torniamo al centro per riposarci un pochino.

Amburgo ci è piaciuta?

Non è una brutta città ed è molto normale: fuori dallo stereotipo di precisione e pulizia assoluta ma con opportunità culturali veramente gradevoli.

Vi raccomando di prendervi una giornata intera per girarla e di usare la metro che, ad un prezzo accettabile vi mette in connessione con tutti i quartieri.

La perturbazione ci ha raggiunto alle 18:00 rendendo impossibile proseguire la gita. Dobbiamo verificare le prossime tappe. Da Amburgo è tutto!

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