Come organizzare un viaggio in moto

A seguito del mio ritorno dalla Francia, molte persone mi hanno chiesto come si organizza un viaggio in moto perchè, nello specifico, volevano sapere quali fossero le caratteristiche di questa tipologia di viaggio e quali fossero i rischi ed i benefici. Ho deciso di scrivere questa breve guida per aiutare chiunque volesse tentare un approccio itinerante con una due ruote.

 

Cose fondamentali da sapere…

Non potete pensare di partire senza sapere dove andare e cosa vedere. Quando ho deciso di partire io sapevo essenzialmente due cose: volevo andare nella parte sud della Francia e sapevo che volevo andare a vedere 3 località: Arles, Col de Belein e Rennes Le Chateau. È chiaro che, quando pianificherete il tragitto, vi troverete davanti alla scelta di strade più o meno panoramiche, belle e lunghe. Dovrete decidere. Ci saranno strade meravigliose che allungheranno il vostro viaggio di ore. Vi faccio un esempio. Fare la costa azzurra da Varazze fino a Cannes richiede sei ore ma sono solo 200 Km. Se si facesse l’autostrada, verrebbero richieste solo 2 ore. Di sicuro si vedrebbe di meno ma si arriverebbe prima. Queste sono le scelte che dovrete imparare ad affrontare volta per volta, tra una tappa e l’altra.

Un’altra cosa fondamenale da sapere è legato al fattore meteo. Proprio in questi giorni sul nord Italia si è abbattuta una serissima precipitazione che ha creato danni per milioni di euro. Andare in una località ed essere sommersi dalla pioggia e dal vento, non è il massimo. Cercate quindi di visitare il luogo giusto nella stagione giusta ricordandovi che è fondamentale portare con sè sempre l’attrezzatura da pioggia. Non fatevi trovare impreparati.

Infine, e forse è tra le cose più importanti, è necessario preparare adeguatamente la moto per il viaggio. Se andaste in Africa, dove la maggior parte delle strade extra urbane potrebbero non essere asfaltate, non potete pensare di andarci con gomme consumate o che non sono idonee a quei tragitti. La moto va preparata e va “mantenuta” anche in viaggio. Ciò significa che se contate di viaggiare su strade sterrate per 2.000 km. dovrete necessariamente pensare di effettuare una pulizia della catena e dei filtri. È importante e non è difficile. Fatelo perchè il rischio è che abbiate un cedimento da parte della vostra moto e poi sono dolori.

 

Partire in uno o in due?

È soggettivo. Dipende da tanti fattori: da ciò che cercate con il viaggio, dal tipo di compagna/moglie/amante che avete, dal tipo di moto (perchè magari lei verrebbe pure ma la moto è dura quanto la roccia e lei non ci pensa neanche a salire su quel sellino). Sappiate comunque che la guida in due cambia molte cose: la vostra resistenza allo sforzo deve essere leggermente superiore. La moto si comporterà in maniera diversa sulle asperità e durante il clima avverso. Di conseguenza la vostra strada potrebbe dover esser corretta. Non è una cosa brutta ma se pensaste di fare off-road per cinque ore, forse dovrete rinunciarvi perchè in due potrebbe essere decisamente complicato.

Un secondo aspetto su cui vi invito a riflettere è la dislocazione dei bagagli. Partite in due, la mattina dovrete caricare la moto e la sera scaricarla. Dovrete avere un bagaglio ben bilanciato sia a destra che a sinistra. Quindi il mio consiglio è: se avete un topcase levatelo, posizionate una borsa morbida stagna sul porta pacchi e legatela bene. Assicuratevi che la roba non si sposti all’interno perchè ciò potrebbe compromettere la vostra stabilità. Usate le borse laterali per caricare il giusto peso sia dentro che sopra, garantendo al passeggero una salita comoda e una discesa comoda. Non posizionate bagagli sporgenti che impediscono le vostre manovre o la vostra motilità. Ve ne pentireste nel momento del bisogno, credetemi. 

Non usate sistemi “fatti in casa” per legare i bagagli. Il mercato offre soluzioni ottimali a qualsiasi fascia di prezzo. Dalle cinghie a cricchetto alle ROKSTRAP. Usate un metodo ottimale per il tipo di bagagli e per il tipo di attacco che avete sulla moto. 

I consumi in due aumentano (il peso è maggiore). Non sottovalutate questo aspetto. Studiate l’autonomia della vostra modo e valutate il percorso anche in base a questo. Ad esempio io ho scelto di non fare mai autostrada se non tra Roma e Varazze. A parte che se avessi preso l’Aurelia ci avrei impiegato 9 ore almeno. Ma il costo del carubrarente sarebbe stato decisamente spropositato. 

 

Partire in solitaria o in gruppo?

Anche questo è soggettivo. Se partirete in solitaria avrete modo di salutare ed incontrare altri motociclisti. In territori difficili potrete formare dei gruppi temporanei ma, potrebbe anche non essere così. Dovrete essere pronti a misurarvi con voi stessi e, se necessario, a reagire correttamente alle difficoltà. Se, ad esempio, decidete di affrontare una zona desertica lunga 100 Km e, all’improvviso, vi si buca una gomma, dovrete essere in grado di reagire prontamente. C’è chi si è visto costretto a lasciare il mezzo e chi, avendo gli strumenti adatti, ha aggiustato la ruota. Dovete riflettere sul percorso, sulle vostre capacità e sul mezzo.

Andare in gruppo è divertente ma, al tempo stesso, sappiate che il gruppo non si divide mai. Questa regola è imperativa. Quindi non potrete andarvene per i fatti vostri perchè altrimenti non sarebbe un gruppo. All’interno ciascuno potrebba vere mansioni specifiche (dal verificare i percorso, alla gestione del cibo, fino a quella del denaro). Capirete quindi che non si può abbandonare un gruppo così…all’improvviso…se questo vi sembrasse un limite, vi inviterei a riflettere sull’esempio prima esposto. Vi si buca una gomma, siete in gruppo. Uno del gruppo vi carica in moto e vi porta alla fine del deserto oppure, meglio ancora, il gruppo chiede soccorso o, se ci sono persone competenti, opera la riparazione al posto vostro. Solo in quel caso è possibile dividersi ma è una divisione temporanea per far fronte ad una situazione straordinaria.

 

Prendo la moto dal garage o dallo sfasciacarrozze?

Guardate che non è una domanda così banale. Una volta ho letto di un motociclista che si avventurò in Siberia. Davanti a lui c’era una carovana di altri motociclisti con moto molto performanti. La sera li raggiunse con ritardo ed uno del gruppo parlava con un poliziotto. Mentre erano in una zona isolata, bellissima dal punto di vista naturale, un gruppo di briganti (proprio così li ha chiamati) hanno assaltato le moto e ne hanno portato via (fortuntamente) solo una. In alcune zone non ha senso viaggiare con moto troppo “impegnative”, soprattutto se per risolvere il problema dovete far uso di elettronica. Ci sono delle moto (se non ricordo male la BMW K1600GT) che, senza alcuni reset da parte della diagnostica BMW, si rifiutano di ripartire correttamente anche a riparazione fatta. Se foste in una zona povera, come troverete questi strumenti? Ciò detto sappiate che, proprio in quelle zone, potreteste rimanere sorpresi della qualità e della rapidità della manodopera ma, ciò detto, la vostra moto dovrà sempre essere adeguata al tipo di viaggio che vi accingete a fare. Rifletteteci.

 

Economia: soldi, cibo e comunicazioni.

Quando sono partito ho portato con me una somma piccola in contanti. Andavo in Europa e, prima di partire, ho chiesto alla banca qualche delucidazioni sulle mie carte. Il bancomat (circuito Maestro) è valido in tutta Europa. Potete pagare alberghi, benzina, bar, negozi, senza la minima preoccupazione. È un modo sicuro e, soprattutto, vi permetterà di tenere sotto controllo le spese tramite gli estratti bancari o i semplici SMS che arriveranno sul vostro cellulare. Le carte prepagate sono una soluzione ottimale, spesso su circuito Visa Electron che, in alcuni rari casi, non viene accettato (ma sono casi veramente rari). Il contante, per come la vedo io, va limitato per ridurre anche i rischi. Io sono partito con 250 euro con i quali ho pagato il cibo, i caselli autostradali (42 euro all’andata e al ritorno) ed eventuali esercizi commerciali che non avevano il POS perchè più isolati. Ovviamente questo vale per gran parte dell’Europa, se andaste fuori dovrete informarvi sui tassi di cambio, sulle commissioni nell’utilizzo della carta e sulla loro reale diffusione. Parlate con la vostra banca, è il modo migliore per avere informazioni certe su copertura di credito e presenza di eventuali filiali. In Europa, comunque, dovreste riuscire a stare veramente tranquilli.

Il cibo è un tasto dolente. A me piace mangiare. Sono italiano, mi piace la buona cucina e, soprattutto, mi piace l’idea di mangiare i piatti tipici dell’estero ma in Europa significa rischiare di spendere mediamente tra i 20 e i 35 euro a pasto. Dipende dove si va e che cosa si mangia e si beve, ovviamente, ma è chiaro che difficilmente si riesce a stare sotto i 20 euro in un ristorante decente. Quando sono partito per la Francia avevo stanziato un budget: 9 giorni per 1.200 euro tutto compreso (benzina, caselli, alberghi, souvenirs, gite, etc…). Sul cibo ho scelto di tirare la cinghia perchè, viaggiando solo, non avrei avuto problemi a nutrirmi con tonno e mais per 7 giorni su 9. Così ho fatto e, al di là di qualche momento di fame, in cui ovviamente mi sono preso qualche altra cosa, ho anche avuto un enorme beneficio sulla linea e sulla guida (non ero appesantito). Sapevo, prima di partire, che mi sarei concesso un buon pasto a Rennes Le Chateau come premio per il mio primo viaggio e un altro l’ultimo giorno prima del ritorno a Roma. Come chiusura. Per il resto ho mangiato per strada, in piazzole immerse nel verde, e devo dire che non è stato poi così traumatico. Ho ottimizzato il costo dei liquidi trasportando bottiglie d’acqua riempita con acqua dell’albergo (ovviamente potabile) e chiusa in buste di plastica per mantenerne la temperatura. Insomma, mi sono arrangiato per far quadrare i conti. Non avendo molti soldi ho fatto quesa scelta.

Ho invece ritenuto di investire sul reparto comunicazioni. Più persone volevano avere la mia posizione satellitare ed io volevo avere internet per aggiornare il sito. Ho deciso di investire 10 euro per abilitare un’offerta che mi consentisse di avere 500 MB per 7 giorni oltre che 250 minuti di telefonate. Le comunicazioni sono importanti. Qualcuno dovrebbe essere semrpe a consocenza del percorso che decidete di fare e dovrebbe sapere come raggiungervi e viceversa. Nei viaggi più estremi vi consiglierei di valutare dispositivi specifici come il Find Me Spot. Valutate come intendente affrontare questo punto ma vi garantisco che avere la possibilità di comunicare con il mondo è importante.

 

Autorità, usanze, regole.

In Francia, nei centri extra-urbani, c’è una rotonda ogni 400 metri lo sapevate? È frustrante e la cosa bella è che la precedenza è opzionale. Così, mentre siete al centro della rotonda, una macchina entra a tutta forza tagliandovi la strada. Prima di partire ho letto questo avvertimento su un sito di una persona che aveva visitato il Paese dei cugini e aveva riscontrato questa strana regola di guida. Ha decido di avvertire tutti ed io mi sono fatto trovare preparato. Paese che vai, usanze che trovi. Campeggiare, guidare, lasciare la moto o il mezzo in strada, comporta reazioni diverse. Assicuratevi di conoscerle al meglio perchè vi assicuro che vi torneranno molto utili. Un’altra cosa importante. In base al vostro tragitto prelevate tutte le informazioni sulle ambasciate. Numeri di telefono, nomi, email. TUTTO! Se andate fuori dall’Europa non immaginate neanche quanto possano esservi utili. 

Ricordate che l’assicurazione vi copre sul territorio Europeo ma se andate fuori dovrete stipularne di specifiche. È molto importante. Infine assicuratevi di conoscere eventuali presenze di filiali della vostra banca e officine autorizzate per la vostra moto. Non si può mai sapere ed è meglio farsi trovare preparati. Ovviamente queste cautele variano a seconda del posto dove andate. Quando sono andato in Francia non mi sono preoccuapato di tutto ciò perchè sapevo che avrei avuto internet. Però conoscevo la disposizione delle principali officine BMW.

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