Rubacorrente, connessioni elettriche della moto: semplici come un bicchiere d’acqua

 

Ecco, magari non ci allarghiamo” diranno i più esperti ma, vi assicuro, con qualche piccolo accorgimento, sarà facile montare la maggiorparte degli strumenti: dal navigatore ai faretti. Qualche tempo fa ho maturato l’intenzione di acquistare dei faretti per il mio BMW. Dallo schema di montaggio si è evidenziata la necessità di connettere un cavo ad un polo positivo sotto chiave. Niente di complicato. In dotazione fornivano un ruba corrente. Lasciate che vi dica che cosa è.

 

Per farlo vorrei prendere un articolo scritto sul forum della Ford Fiesta (esatto) da Edge.

Che cos’è?
E’ un componente elettrico, composto da una struttura di plastica rigida che ricorda vagamente un cilindro affusolato. All’interno di esso troviamo due buchi che attraversano interamente la sua struttura, da parte a parte.
La struttura stessa del componente fa si che si possa aprire esattamente a metà, all’altezza dei due buchi, permettendo l’apertura come se fosse un esatta semisfera, permettendo il passaggio dei fili che verranno riposti nei buchi, che attualmente appaiono più come delle canaline che altro.

 

Come funziona?
Sfruttando la sua struttura a cilindro, viene applicata una clip metallica (più comunemente chiamata “ghigliottina”) all’altezza delle canalette e una chiusa in plastica che permette la chiusura e il mantenimento della ghigliottina nella sua sede (vedi immagine).
Il principio base è far passare i due fili all’interno delle canalette, chiudere il cilindretto, schiacciare manualmente (o tramite pinza) la ghigliottina fino alla scomparsa totale e infine chiudere tramite la chiusa in plastica.

 

Cosa avviene?

Che la ghigliottina, essendo in metallo, conduce senza apporre alcuna resistività influente (saranno quei milliohm che non cagano a nessuno) creando quindi un cortocircuito fra i due fili all’interno delle canalette. Questo perchè la lamina in ferro taglia la guaina senza però danneggiare l’interno dei fili, creando consì il contatto diretto senza dover tagliare e chiudere nulla.

 

Che vantaggi ho da un rubacorrente?
E’ facile da usare e da chiudere, occupa poco spazio e non crea ingombri a causa di scotch isolante, visto che la sua stessa struttura in plastica protegge da ogni fonte esterna (a meno che non andiate li direttamente con uno spruzzino).
Inoltre un rubacorrente non causa alcun danno ai fili, per cui è possibile rimuoverlo senza lasciare tracce visibili, visto che taglia leggermente la guaina (che dopo la rimozione si richiude automaticamente).

 

Tuttavia però abbiamo gli Svantaggi, ossia che dopo un paio d’anni d’uso, un rubacorrente va stretto maggiormente, a causa della conduzione elettrica che, con il tempo, crea un magnetismo lieve e influente che disturba il contatto. Inoltre, dopo una decina d’anni, i rubacorrente si ossidano e vanno cambiati (ma quello è il meno data la loro semplice natura nel montaggio). Lo svantaggio peggiore è che tali elementi circuitali possono essere applicati solo nel campo di tensioni molto basse (non oltre i 15V appunto), proprio perchè la loro stessa fragile fattura non supporterebbe un carico di tensione maggiore.

Tenete presente che sulla moto si parla di 12 V e quindi ampiamente sotto il valore soglia. L’articolo scritto da Edge è preciso e puntuale anche se è convinzione di molti che all’eliminazione di un ruba corrente, sia necessario un passaggio di isolante perchè la guaina non torna a posto neanche per niente.

Discorso simile per i Posi d cui vi riporto una schermata riepilogativa. Vi raccomando caldamente di osservare i Posi Fuse che vi consentono di proteggere il collegamento con un fusibile. Il Posi Trap è l’equivalente del ruba corrente. Vedete il piccolo”ago” che buca la guaina ed entra nel rame?

 

Prendendo queste piccole precauzioni eviterete di dove recidere gran parte della guaina se non direttamente il cavo. Ve lo raccomando per i vostri lavori elettrici. Io li ho usati, sono accesori fantastici, ve lo assicuro.

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4 commenti su “Rubacorrente, connessioni elettriche della moto: semplici come un bicchiere d’acqua”