Gita ad Amantea-Parte1

Con l’occasione dell’addio al celibato, mi sono ritrovato a fare un viaggio di 6 ore tra Lazio, Campania, Basilicata, Calabria, con lo scopo di raggiungere Amantea.

Sei ore di viaggio passano in fretta quando il paesaggio e la temperatura mitigano il tempo. Chi non è mai stato al Parco del Pollino rimarrà stupito dalla meraviglia naturale mentre si percorre la Salerno-Reggio Calabria. L’esperienza di arrivare ad Amantea (la parte vecchia) è stata notevole.

Un borgo sospeso nel tempo tra vicoli e vedute mozzafiato ma ciò che avevo dimenticato era l’acqua limpida. Vedere i pesci che ti nuotano tra le caviglie e le spiagge di scoglio ti aprono il cuore.

La cortesia del popolo calabrese si è manifestata subito quando, sbagliando strada, un passante ha rimosso le transenne di un cantiere per consentirmi il passaggio. È una cortesia a cui non sono abituato nel Lazio ed è piacevole.

Il considerevole caldo (36º) non mi ha reso semplice il rapporto con le spiagge; chi ama il mare dovrebbe darsi una rosolata prima di raggiungere questi paradisi.

Dove ho soggiornato

Alcuni di voi mi hanno chiesto dove abbia soggiornato. Il luogo in questione si chiama “Casa Vacanze Amantea” e ha una storia lunga e meravigliosa. Una storia che ruota intorno ad una famiglia che ha creato la località adiacente ad Amantea e che prende il nome di Camporella.

Credo che queste foto parlino da sole e spieghino molto bene ciò di cui sto parlando ma lasciate che vi racconti il mio soggiorno.

Ho alloggiato in una stanza spaziosa con bagno in camera munito di doccia e vasca. Spazi ampi in grado di accogliere più persone nello stesso ambiente. I saloni sono ricchi di mobili di pregio con uno stile classico ma non esagerato e la mattina cornetti artigianali ancora caldi accoglievano il mio risveglio. Un aperitivo con salumi e formaggi a chilometro zero hanno completato il paradiso in cui sono stato. La meraviglia della scoperta di sapori nuovi è impagabile.

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