Pistoni e angeli

Questo pomeriggio, dopo una mattinata di pioggia, mi sono recato alla scultura dedicata ai motociclisti, un luogo suggestivo immerso nel bosco.

L’opera è stata ideata dal MotoClub Viterbese e si trova sulla strada provinciale cimina. Ero passato molte volte davanti a questo monumento, perchè di questo si tratta, ma non mi ero mai fermato e non per disinteresse, forse per scaramanzia ma oggi l’ho fatto ed ho trovato una dedica meravigliosa sul monumento.

Essere motociclista è molto più che guidare un mezzo. Significa, spesso, notare emozioni che altrimenti passerebbero inosservate. Tornando mi sono “perso” tra le strade che costeggiano la Chiesa della Madonna delle Grazie. Ho fermato il GS per scattare la foto e non ditemi che non sembra un presepe.

Quanto si corre nei paesi?

C’è una tematica importante che vorrei trattare con voi, poche righe giuro: la velocità. Stare qui mi ha stupito, molti ragazzi corrono come pazzi su macchine, moto e motorini. All’interno della stessa Canepina ho avuto i bauletti lisciati da un’Audi intenta a tagliare un tornante stretto. Oggi mentre venivo giù da una discesa ripida, ho dovuto stringere una curva per far passare un ragazzino con un motard che camminava quasi a cavallo della linea mediana.

Il punto è sempre lo stesso secondo me: non importa quanto tu pensi di esser bravo, i fattori esterni che possono inquinare una manovra sono diversi. Ci sono le buche nell’asfalto, c’è il tizio dal verso opposto che può perdere il controllo, ci può essere un sasso che alza l’anteriore mentre sei in piega. Insomma perchè andare a cercare rogne mantenendo uno stile di guida sportivo in un centro abitato dove non ce n’è necessità?

Questa sera mi sono ritrovato ad una pompa di benzina tra 5-6 motociclette di bassa cilindrata. Tutti entusiasti del sabato sera, pronti a salire in faggeta a colpi di clacson e di risate: ragazzi che hanno un sorriso splendido ma moto inadatte a quel tipo di strade fatte di notte. Niente faretti aggiuntivi, uno stile di guida (in partenza almeno) poco consono ad una notturna. Quando si viaggia in notturna si è ospiti delle strade che si percorrono: gli animali in notturna escono e attraversano con più facilità. Io stesso, mentre andavo da Ferri, mi sono ritrovato a fare la strada a 30 all’ora per evitare che un micio nero spaventato mi potesse tagliare la traiettoria e guardavo questo batuffolo nero corrermi accanto.

Qualcuno mi ha detto “nei paesi i ragazzi muoiono di pizzichi” (nel senso che si annoiano) ma la verità è che i paesi offrono in proporzione molto più della città, solo che non sono assoggettati ai cliché a cui i cittadini sono abituati. Nei paesi le attività sono paradossalmente di più: puoi uscire e vedere i negozi, ma hai anche la natura, puoi fare più attività. Per farvi capire: a Roma, per raggiungere Porta di Roma, possono volerci anche 40 minuti. Paradossalmente per raggiungere un centro commerciale a Viterbo da Canepina ce ne vogliono 25-30.

Non mi stancherò mai di usare la frase di Peter Bellion:

Tu puoi scegliere a che velocità andare, la fisica deciderà se tu dovrai vivere o morire.

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